lunedì 16 novembre 2009

Michael Jackson e Matteo

Un po' di tempo fa ho letto un articolo su Michael Jackson; raccontava di come alla totale assenza di carica sessuale del suo personaggio fosse da attribuire gran parte del suo successo presso il pubblico bianco. Un successo che non era toccato mai agli uomini neri forse anche più grandi di lui, da Marvin Gaye e James Brown con le loro allusioni e la loro fisicità animale.
Quindi quando Jacko cantava "Billy Jean" o persino si stropicciava il pacco, nessuno poteva dubitare che sotto sotto era innocuo anche se da adolescenti si pensava che avesse "un sacco di tipe".
Il mio istruttore Matteo della palestra è un po' così. Il meglio lo dà indubbiamente eseguendo la posizione del cobra, quando lascia tutte le donne a bocca aperta illuminando il soffitto della sala Concious con quel culo perfetto. Volendo essere più liriche, non è male neanche quando passeggia nella penombra e ti dà le istruzioni del Pilates, perché ha una voce veramente sensuale e carezzevole.
Ma a fine lezione, quando come topolini ipnotizzati dal pifferaio magico, le signore e signorine si mettono in fila per discutere con lui chi di una posizione che non si era capita, chi di un dolorino in zona lombare, si capisce bene l'equivoco.
Perché Matteo è troppo gentile e professionale e neutro. E davanti agli sguardi e alle parole delle donne, si riaggiusta la bandana e con un sorriso scappa via.