lunedì 24 agosto 2009

Ernesto Sparalesto

Dopo il divorzio dal suo primo marito, l'affascinante Enedino coi baffi e lo sguardo di carbone, mia zia Antonietta ha continuato a dare scandalo per circa 25 anni, accompagnandosi a vari personaggi. Ernesto era uno di questi.
Ernesto era una specie di ectoplasma che non si materializzava mai al momento giusto, soprattutto sembrava rifuggire le occasioni canoniche e famigliari come lo Spettro dei Natali Passati. Questo succedeva perchè Ernesto in realtà era sposato, anche se naturalmente con la moglie non andava d'accordo e presto l'avrebbe lasciata.
Ricordo perfettamente il tono di commiserazione con cui tutti parlavano di questo argomento perchè era evidente che Ernesto non era poi così infelice con la moglie, nè l'avrebbe lasciata tanto presto. Un'evidenza schiacciante che, da piccolo uomo come doveva essere, tentava di dissimulare con piccoli regali, per lo più orecchini d'oro pendenti, che mia zia esibiva con orgoglio sotto la matassa dei capelli neri.
Allora non sapevo ancora che questo era uno dei grandi archetipi che una donna deve incontrare, nè potevo immaginare che la natura fluida e insidiosa di questa illusione non conosce tempo e non risparmia nessuno.
"Sparalesto" l'aveva soprannominato mio padre, come il cavallo maldestro del west e questo purtroppo contribuiva a dargli quel fascino di scanzonata canaglia che temo abbia fatto la sua fortuna.
Ernesto Sparalesto va iscritto al capitolo "Cose che a me non capiteranno mai" e che poi ci capitano.

mercoledì 19 agosto 2009

Ovidio

Ovidio ha circa 70 anni e gli mancano due denti. Arrivando lo si trova spesso sotto il pergolato che chiacchiera con qualche vicino, senza camicia, a piedi nudi, di fianco alla gabbia delle galline.
Appena scorge la macchina con il suo amico sopra gli si accende negli occhi un riflesso brillante e con questo riflesso ti guida come la luce su una pista di atterraggio.
Sarà questo sguardo ma Ovidio è proprio una persona magnetica. Osservandolo mentre ti guida fra i campi non si può fare a meno di innamorarsene un po'.
Ovidio è un vecchio strano: è un vecchio giovane e lo si capisce da tre cose; innanzitutto l'ironia dei suoi commenti che sa un po' di peperoncino e non di acido come l'ironia dei vecchi veri; poi la forza con cui ha dissodato, seminato e poi raccolto la verdura in un'estate senza pioggia; e infine la libertà di uno che fa il bagno nudo nella tinozza nell'orto in queste sere di canicola. Lì me lo immagino che ulula alla luna.
Ti viene proprio voglia di sederti anche per due ore sotto il pergolato a guardare le macchine che passano insieme a lui.
Quando sarò vecchia voglio sposarmi con Ovidio.