martedì 6 aprile 2010

Pietro

Pietro si appoggiava schiena a schiena contro di me e poi penzolava giù. In quei pochi secondi sentivo tutto il peso della sua malattia e avrei fatto qualsiasi cosa per togliergliene un pò.
Avrei voluto essere come il prigioniero del Miglio Verde per poterlo liberare.
Pietro mi diceva grazie quando gli facevo la morfina e ha riso una volta, o forse ha bestemmiato, perchè la juve aveva perso.
Pietro si è guardato spaesato intorno sulla poltrona in pelle e ha biascicato "sto morendo".
Pietro mi manca tutti i giorni anche se ora è in cielo che muove le nuvole.