Il fascino del toast risiede nella sua natura episodica; di fatti non si mangia tutti i giorni e neanche in tutti i posti.
Il suo valore consiste nel fatto che è piccolo quindi non ingrassa, è compatto quindi non sbriciola, è farcibile quindi può contenere tanti sapori.
Il toast va avvolto in un tovagliolo di carta, che rapidamente si inzupperà di olio di semi, e poi in un pezzo di stagnola che raccoglierà tutto l'olio ridistribuendolo in ondate oliose. Dopodichè va consumato voracemente, come se fosse la colazione prima di visitare una città sconosciuta, come se fosse la merenda prima di una puntata di Grey's Anatomy, come se fosse una scusa per parlare con una persona che non vediamo da un po'.
Certo il toast non può competere con le scalate a mani nude, nè con le stelle alpine che se le mangi fanno passare tutti i dolori. Però è buono con la coca e lo fanno anche al bar di Malpensa.
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