giovedì 4 dicembre 2008

Nice Piano

L'ideale è scaldarsi prima di entrare con una cioccolata o un pezzo di pane quotidiano; sono gli ultimi morsi di realtà insieme ai tavoloni di legno e ai ganci anti scippo. E' tutto così perfetto visto da dentro la vetrina: le facce che corrono sopra gambe che corrono, alcune in direzione del metrò, altre provenienti dal metrò. Tutti con il naso rosso. Anche se le ragazzine vanno in giro in t-shirt di cotone.
Al di là della vetrina si vede già la hall così calda e ovattata che sembra anche lei una cioccolata o un vov tiepido.
La sala concerti è sospesa sul Tamigi e se guardi bene si intravedono le carpe surgelate e il volto di Orlando imprigionato dentro che sta per rinascere donna. Forse per questo che l'interno l'hanno fatto proprio come un veliero che sta per partire, o per tornare, con le balconate color madreperla e i passamano d'ottone.
E' quando sali sul ponte del veliero che lo vedi. E' lui la star.
Steinway & Sons. Nero. Saldamente ancorato al parquet da ruote dorate e lisce, che se solo si smollassero già mi vedo il piano e il suo pianista andarsene in giro come sull'oceano.
E' lui la star, l'ho sempre sospettato. Tanto che il pianista, che ogni tanto si alza e batte coi piedi mocassinati sul parquet, sembra proprio che ci sbirci dentro.
Cosa succede dentro nessuno lo sa, forse neanche il pianista che a furia di provarci ha le mani tutte nodose e a un certo punto lo accarezza. "Nice Piano".
Ecco la magia.

http://de.youtube.com/watch?v=9ouFtfXxE7A&feature=related

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