Ode all’odore di mani sudate, e foglio e matita che hanno tutte le gomme del mondo negli astucci dei bambini.
Le gomme dei maschi, sempre sporche, smozzicate, imprestate, lanciate ad arco sulle teste dei compagni, piene di scritte a penna. Le gomme delle femmine; a forma di: gattino, cagnolino; al profumo di: fragola, ciliegia, vaniglia. Regalate al compleanno, sempre pulite, mai usate, mai prestate.
Con la gomma si possono cancellare gli errori, certo non quelli gravi che non basta una vita a correggerli; e neanche quelli innocui che basta aggiungere una gambetta e una enne diventa una emme e nessuno se ne accorge. La gomma serve per quegli errori che è possibile riparare anche se lasciano un alone sul foglio, quindi si parla della gran parte degli errori da anni zero in su.
Nel pronunciare la parola gomma, la lingua va giù a ripescare il sapore del caffè. Nel pronunciare la parola gomma si creano ponti gommosi che sorvolano l’Europa e l’Asia e arrivano in mezzo all’oceano Indiano (non a caso esiste la Gomma del Ponte). Nel pronunciare la parola gomma, Giorgio ride e quando Giorgio ride… beh, anche la gomma si scioglie!
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