Ma pochi mesi prima che io nascessi è successo un fatto che ha stravolto tutti i programmi, che ha tolto le mani dalle pancie e le ha messe sugli occhi della mia mamma e del mio papà.
Per questo forse ho sempre avuto la sensazione di portare un nome così scomodo e imbarazzante, il nome appartenuto a quell'altra persona insieme a un volto che sembra il mio.
Mia zia è morta a 37 anni. Si è strappata via la vita appendendosi a una trave dove l'ha ritrovata la sua figlia maggiore e ha lasciato 5 bambini, sparpagliati poi per sempre nella vita che hanno dovuto fare senza di lei.
Mia zia se la ricordano tutti anche se quando ero bambina pronunciare il suo nome in mia presenza era come una bestemmia o una maledizione. Solo tre persone l'hanno sempre fatto. Mio padre per quell'atto di ostinato amore e fiducia che avrei avuto comunque una vita diversa; l'orco, le poche volte che l'ho incontrato, per rappresentarmi tutti i sudici aggettivi a cui quel nome poteva essere associato; e mia nonna Francesca per rabbia, dispetto e sarcasmo, come tutte le cose che le ho visto fare.
Ora che a 37 anni ci sono arrivata anche io, e intravedo alcuni di quei motivi grandi che la vita ci ricama addosso, posso confermare che rabbia, dispetto e sarcasmo non fanno parte di me. Forse per questo che non mi chiamo Francesca.
1 commento:
bello. auguri.
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