lunedì 23 febbraio 2009

Isabella P.

Isabella P. era una bambina bellissima.
Perfetta già nel nome, magicamente bilanciato, nè troppo lungo nè troppo corto; con quel cognome che alludeva a villini di villeggiatura, chissà forse in Versilia, e a calzettoni immacolati. Con due occhi verdi, grandi e pieni di sfumature come un bosco ombreggiato; con le dita affusolate che muovevano impercettibili i bastoncini di shangai sul parquet della sua camera.
Aveva una mamma bellissima che indossava una vaporosa pelliccia di volpe con la quale la scortava, profumata e ovattata, come una zarina davanti alla scuola Arcadia.
Ovviamente era anche adorabile e, in quanto creatura superiore, a un certo punto è sparita dal nostro orizzonte percettivo di bambini di quartiere. E' entrata nella mitologia di quelli che volano via "alle scuole private" e la si è vista poi solo raramente, al braccio di qualche bellimbusto di certo destinato all'empireo dei revisori o dei citymen londinesi.
Isabella P. era tutto quello che non ero io e di chi mi si va a invaghire nella primavera dell'81? Del bambino che piaceva a me, ma certo!
Così abbiamo scritto un biglietto, io e Isabella, a quattro mani come fanno le amichette (io gliele avrei tagliate quelle mani!) per chiedere al bambino nocciolato con chi si voleva fidanzare...
E ora ricordo: non hai mai scritto sul suo diario, ero solo io che avevo già la sindrome del Brutto Anattroccolo! In realtà ci hai fatto arrivare una letterina, credo identica a entrambe o almeno così mi piace pensare, sicuramente suggerita se non dettata da tua mamma, in cui dicevi che eravamo tutte e due simpatiche (?) ma che non ti volevi fidanzare con nessuna delle due. Chissà quante volte avrai ripetuto questa frase! Dopo qualche giorno sei partito e non abitavi più al numero 79, ma tutte le volte che ci sono passata per i 20 anni successivi ho pensato di vederti risbucare con il grembiule e la cartella.
Eri un bambino adorabile, me lo ricordo bene, anche senza quei baffi a manubrio.

7 commenti:

ilde ha detto...

Pelliccia di volpe ... bellissima ma come ti vengono in 5 minuti.
La storia del bambino adorabile me la ricordo diversamente: un giorno il bambino ricevette una letterina da un'amichetta biondina Teresa, mentre il suo amico Simone ne ricevette una dall'altra sua amica Isabella fine della storia ... Non mi ricordo di nessuna risposta - buio totale

larouge ha detto...

accidenti che flash, Simone, quello che aveva la voce roca! forse hai ragione tu, forse mi sono immaginata tutto, forse vivo in un mondo di illusioni.... me lo dicono tutti!?!

ilde ha detto...

Io sono andato via, ma Simone dovresti ricordartelo visto che era del tuo quartiere no? Abiti ancora li?

larouge ha detto...

ho vissuto in quartiere fino al 2000 ma simone mi sa che non l'ho più visto... però me lo ricordo bene! e tu dove vivi, che fai?

ilde ha detto...

Ottimo hai tolto il cognome ...
Io dopo un paio di spostamenti mi sono stabilito nella ridente Cernusco SN, lavoro in una società di ICT a Milano zona Fiera

larouge ha detto...

Sono stata richiamata a un utilizzo più discreto del blog e al rispetto della privacy... zona fiera... ma lo sai che allora siamo tornati "vicini di casa"?!

ilde ha detto...

Ho ripreso dall'altra parte